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Giovedì, 18 Aprile , 2019
Reddito, perché le domande sono meno del previsto
Dario Di Vico - Corriere della Sera - pag. 10
Sono circa 800mila i cittadini che hanno presentato domanda per il Reddito di cittadinanza. Le istanze sono meno del previsto perché hanno interessato i poveri e non i disoccupati. A provarlo è un numero: i giovani usciti dalla famiglia d’origine che hanno presentato istanza è attorno al 7%. Dunque, al momento l’operazione può essere qualificata come un vero censimento della povertà. Un censimento che verosimilmente ridimensionerà la cifra monstre di 5 milioni di poveri fonte Istat. I dati dell’Inps dicono che il tasso di accoglienza delle 820-840mila domande è del 75%. Significa che alla fine avremo poco più di 600mila sussidi. Per avere il numero complessivo delle persone che potranno beneficiare della prima emissione della nuova card bisogna moltiplicare quel numero per 2,75, il numero medio dei componenti delle famiglie titolate a ricevere il Reddito. Risultato: 1,650 milioni di persone. La distanza con i 5 milioni di poveri è siderale.
Consulta: sì alla liquidazione a rate per i dipendenti statali in quota 100
Davide Colombo e Marco Rogari - Il Sole 24 Ore - pag. 7
Non è irragionevole il pagamento differito e a rate della liquidazione ai dipendenti pubblici che vanno in pensione anticipata, compresa ‘quota 100’. A deciderlo, ieri, la Corte costituzionale riunita in camera di consiglio per discutere le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Roma. Sentenza e motivazioni verranno depositate entro un mese. Come anticipato dalla Consulta, restano ‘impregiudicate le questioni sul pagamento delle indennità nel termine di 12 mesi e sulle relative rateizzazioni, per i pensionati che hanno raggiunto i limiti massimi di età o di servizio’. Il che significa che sul differimento del Tfr per le pensioni di vecchiaia la questione resta aperta. La questione riguarda la legge del 2013 che ha stabilito il pagamento entro 12 mesi dalla fine del rapporto di lavoro del Tfr per le liquidazioni non superiori a 50mila euro, con differimenti di altri 12 mesi per le quote fino a 100mila euro e di altri 12 mesi in caso di quote ancora superiori. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Statali, sì alla buonuscita a rate’ – pag. 32)
Omicidio stradale, revoca della patente non applicabile a tutte le violazioni
Maurizio Caprino - Il Sole 24 Ore - pag. 26
La Corte costituzionale, con la sentenza 88/2019, ha stabilito che la revoca della patente non può scattare in automatico anche nei casi di omicidio o lesioni stradali in cui non figurano le aggravanti più pesanti, quelle cioè legate all’ebbrezza grave e all’alterazione da droghe. Il magistrato, dunque, può valutare pure la sospensione. I giudici delle leggi hanno ‘salvato’ invece di divieto di bilanciamento delle aggravanti previste dalla legge sull’omicidio stradale con le attenuanti. La sentenza ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate da vari uffici su alcuni punti della legge n. 41/2016. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Patente, revoca automatica ko’ – pag. 28)
Al neo condomino debiti arretrati non oltre il biennio
Giovanni Iaria - Il Sole 24 Ore - pag. 26
Il regolamento condominiale non può imporre al nuovo proprietario di pagare i debiti condominiali arretrati per cinque anni. Ad affermarlo la Corte di cassazione con la sentenza n. 10346/2019, pubblicata lo scorso 12 aprile. Gli effetti retroattivi sono limitati ad un biennio. Nel caso analizzato il neo condòmino impugnava alcune delibere che gli addebitavano oneri condominiali maturati a causa della morosità del precedente proprietario, già esecutato. Il condòmino riteneva illegittima la noma del regolamento condominiale che poneva a carico del nuovo proprietario anche i debiti maturati dal precedente condòmino più di due anni prima. La Suprema corte ha ritenuto errata la decisione della Corte d’appello e accolto il ricorso del condòmino, ribadendo che il regolamento contrattuale non può imporre effetti retroattivi per cinque anni.
Azzerata la condanna (patteggiata) per spaccio
Giovanni Negri - Il Sole 24 Ore - pag. 26
La Terza sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza n. 16790, depositata ieri, ha precisato che va cancellata la pena patteggiata per reati legati al traffico di stupefacenti. Il quadro punitivo dello spaccio è cambiato, non per legge ma per sentenza. Il riferimento è alla sentenza della Consulta che un mese fa ha stabilito l’illegittimità del minimo edittale di 8 anni invece di 6. La Corte è intervenuta d’ufficio per dichiarare l’illegittimità della pena inflitta a un cittadino sudamericano la cui difesa aveva patteggiato con il pm una condanna a 3 anni e 7 mesi di reclusione per l’importazione in Italia di 39 ovuli contenenti cocaina e intercettati a gennaio all’aeroporto milanese di Malpensa. Il Gip aveva ratificato l’accodo delle parti sulla base della disciplina sanzionatoria antecedente alla sentenza della Corte costituzionale n. 40/2019.
Doppio assegno ai professionisti
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 34
Con il messaggio n. 1551/2019 l’Inps fornisce una serie di risposte a quesiti sul prepensionamento introdotto dal decreto legge n. 4/2019. Il professionista pensionato può accedere anche a Quota 100 per una seconda pensione dell’Inps. La pensione erogata da una cassa professionale, infatti, non impedisce il ricorso al pre-pensionamento del dl 4/2019, cosa che succede, invece, con le pensioni che vengono erogate dalle gestioni previdenziali dell’Inps. Per andare in pensione con ‘quota 100’ è necessario avere almeno 62 anni d’età e 38 anni di contributi. Con ‘opzione donna’ possono pensionarsi le lavoratrici in possesso, entro il 31 dicembre 2018, di almeno 58 anni d’età (59 se autonome) e 35 anni di contributi.
Sgravio totale a chi assume Neet
Daniele Cirioli - Italia Oggi - pag. 35
L’Inps, con la circolare n. 54/2019, fornisce le istruzioni per godere dell’incentivo prorogato dall’Anpal. Parliamo del bonus Neet, ossia dell’agevolazione che premia i datori di lavoro che dal 1°gennaio al 31 dicembre di quest’anno decidono di assumere giovani tra i 16 e i 29 anni con lo sgravio totale dei contributi fino a 8.060 euro. E’ possibile fruire del bonus a partire dal corrente mese di aprile, mentre per il recupero dei mesi da gennaio a marzo c’è tempo fino a giugno. Per beneficiare dell’incentivo è necessario presentare la domanda. Le risorse disponibili sono pari a 160milioni di euro.
Cassa forense consolida il patrimonio a 11,9 mld
Simona D’Alessio - Italia Oggi - pag. 35
La Cassa di previdenza forense consolida il suo patrimonio, registrando un avanzo d’esercizio di 734,6 milioni. Nel 2017 l’incremento delle entrate è stato dello 0,5%. Il reddito professionale medio Irpef dei 243.073 avvocati associati è stato pari a 38.620 euro, con la componente rosa in pesante svantaggio. Infatti, i guadagni delle donne avvocato non vanno oltre la soglia di 23.500 euro, in confronto con quello dei colleghi maschi che superano i 52mila euro. Il bilancio consultivo per il 2018 dell’ente guidato da Nunzio Luciano è caratterizzato da un lieve arretramento delle entrate contributive, pari a 1.632 milioni, a fronte di 1.678 milioni del 2017, dato sul quale incide l’azzeramento nel conto economico dei contributi integrativi-minimi obbligatori, a seguito della temporanea abrogazione di tale contribuzione per il quinquennio 2018-2022. Crescono a 820 milioni le uscite per prestazioni pensionistiche; la spesa per l’assistenza si attesta sui 63 milioni.
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