Commercialisti verso lo sciopero a settembre. Miani: “Costretti a protesta forte”

Il Presidente dei commercialisti Massimo Miani

Uno sciopero, se necessario a oltranza, nonché la promozione di azioni di disubbidienza, quali l’astensione dall’invio di dati fiscali in occasione delle prossime scadenze di settembre e successive. Lo  hanno annunciato oggi i sindacati dei commercialisti nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala Nassirya del Senato alla quale ha partecipato anche il presidente del Consiglio nazionale della categoria, Massimo Miani.

Proprio il numero uno dei commercialisti ha sottolineato che “il Consiglio nazionale sostiene con forza la scelta dei sindacati”.  “La nostra azione”, ha affermato,  “è improntata alla responsabilità e al dialogo costante con la politica e con l’amministrazione finanziaria, nell’interesse superiore del Paese. Ma se il Governo si mostra del tutto sordo alle ragionevoli richieste che avanziamo ci vediamo costretti a chiamare la categoria alla mobilitazione e a forme di protesta forti”. Per questo, ha proseguito “appoggiamo in pieno le iniziative annunciate per settembre da tutte le sigle sindacali della categoria. È il momento di chiamare a raccolta i 120mila commercialisti italiani. Il loro responsabile impegno quotidiano al fianco di cittadini e imprese merita quel rispetto che la politica ci nega da troppo tempo”.

Un momento della conferenza stampa

“Il no alla nostra richiesta di rinvio dei versamenti del 20 luglio”, ha proseguito, “ha dell’incredibile. Di fronte ad un Paese in sofferenza, ad una categoria come la nostra oberata di lavoro, ad imprese con l’acqua alla gola per la crisi di liquidità che si trovano a fronteggiare, alle richieste di rinvio provenienti anche dal mondo imprenditoriale, l’esecutivo ha preferito alzare un muro. Il mondo delle partite Iva subisce con questa scelta un duro colpo, che dimostra un’imperdonabile disattenzione nei confronti delle sue esigenze. Scelte come questa del Governo dimostrano una sottovalutazione dello stato reale in cui versano le realtà produttive del Paese. Un quadro che ci spinge ad assumere iniziative di protesta importanti e a questo punto inevitabili. Il Consiglio nazionale dei commercialisti sarà pertanto al fianco di tutte le sigle sindacali di categoria quando a settembre i nostri iscritti saranno chiamati ad incrociare le braccia e a mobilitarsi”.

Nel motivare la scelta delle iniziative messe in cantiere per settembre, le nove sigle sindacali ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO), hanno dichiarato di voler dar voce “al disagio di professionisti ed imprese, chiamati ad uno straordinario impegno in occasione delle molteplici scadenze tributarie che si concentrano in questi giorni. Impegno che si somma ad un periodo non certo lieve, denso di provvedimenti straordinari, il cui iter legislativo è stato spesso caratterizzato da incertezze letterali ed applicative, nonché di effettiva portata e copertura. Un quadro caotico in cui i commercialisti hanno, come di consueto, agito come mediatori tra il legislatore ed il cittadino“.