Postal: “Il limite al cash non risolve il problema dell’evasione”

Il limite al contante che scatta dal primo luglio “non è una novità”, lo hanno gli altri stati europei ed è tranquillamente “affrontabile”. Questo il giudizio del consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Maurizio Postal, secondo cui la misura è giusta ma “non determinante per la lotta all’evasione fiscale”. L’Italia – ricorda Postal in un’intervista ad AGI – è stata con il limite ai pagamenti a 1.000 euro dal 6 dicembre 2011 al 31 dicembre 2015; poi il governo Renzi alzò il tetto a 3.000 e ”ora stiamo tornando gradualmente indietro”. “Siamo sopravvissuti cinque anni con i mille euro, ce la possiamo fare, non è cosa non affrontabile”. “Crediamo – aggiunge Postal – che sia giusto avere un limite all’ uso del contante e tutti gli Stati europei con un sistema antiriciclaggio lo hanno adottato, ma non pensiamo che abbia una reale capacità deflattiva dell’evasione. L’ evasione  ha propri circuiti che prescindono da queste limitazioni”.

Postal fa notare che il limite riguarda i pagamenti fra soggetti giuridici diversi e non interessa il prelevamento del contante dal proprio conto corrente. Inoltre, non riguarda solo il contante ma anche il trasferimento di titolo al portatore. “Attenti a non frazionare i pagamenti – avverte l’esperto – perché si rischiano sanzioni, a meno che non sia “una prassi ordinaria”. Tra gli esempi contenuti nelle Faq del ministero dell’Economia si trova quello della prestazione di cura odontoiatrica che “è prassi pagare in modo frazionato”. “L’importante è capire se si tratta di un frazionamento artificioso o se è una prassi”. Postal ricorda infine che secondo la norma, commercialisti, notai, intermediari finanziari, sindaci delle società hanno l’obbligo di denunciare agli uffici territoriali del Mef se qualcuno fa pagamenti in contanti oltre la soglia: “Scatterà l’apparato di controllo”.

Con l’AGI Postal è tornato poi sulla richiesta di proroga dei versamenti al 30 settembre avanzata ripetutamente dai commercialisti in questi mesi.  “Ieri – ricorda Postal – è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Dpcm 27/6/2020 che proroga i versamenti collegati alle dichiarazioni dei redditi, in scadenza oggi al 20 luglio, per piccole e medio imprese, professionisti, società, cioè tutti i soggetti a cui si applicano gli  indicatori sintetici di affidabilità fiscale: speriamo che sia il primo passo”.

“E’ da fine marzo – ricorda – che abbiamo chiesto che i pagamenti slittassero a fine settembre. Speriamo che in sede di conversione del decreto Rilancio ci sia la vera proroga al 30 settembre”. La proroga, fa notare Postal, “è necessaria perché le attività stanno ripartendo e non hanno liquidità, è un prelievo non opportuno come tempistica”. “Questo anche perché gli studi – aggiunge – non hanno potuto pianificare normalmente l’attività lavorativa, con il personale a casa o a scartamento ridotto. Infine, perché i commercialisti hanno dovuto affrontare tanti altri impegni legati ai provvedimenti emergenziali, che hanno avuto un forte impatto sull’operatività”.