Rinvio autodichiarazioni Covid al 30 novembre, la soddisfazione dei commercialisti

Elbano de Nuccio

Più tempo per consentire agli operatori economici che hanno ricevuto aiuti di Stato durante l’emergenza Covid-19 di inviare le dichiarazioni sostitutive all’Agenzia delle Entrate. Con il provvedimento firmato oggi dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, viene infatti prorogato al 30 novembre 2022 il termine di scadenza per l’invio del documento che serve ad attestare che l’importo complessivo dei sostegni economici fruiti non superi i massimali indicati nella Comunicazione della Commissione europea “Temporary Framework”.

La proroga viene commentata positivamente dal presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Elbano de Nuccio.

“La proroga della scadenza delle autodichiarazioni Covid dal 30 giugno al 30 novembre – afferma – è un risultato importante, frutto dell’incessante attività di interlocuzione istituzionale svolta da questo Consiglio nazionale nelle prime settimane di attività dal suo insediamento. Si tratta di un adempimento particolarmente complesso, la cui iniziale scadenza al 30 giugno risultava significativamente impattante sull’attività dei commercialisti, in una fase in cui la concentrazione di adempimenti è già estremamente elevata. Ringraziamo il Ministero dell’Economia, quello dello Sviluppo economico e l’Agenzia delle Entrate per aver recepito le istanze della nostra categoria, a dimostrazione del fatto che con un confronto tecnico e costruttivo i risultati si ottengono”.

“Questo risultato – prosegue – è tanto più importante perché si inserisce nel quadro di una razionalizzazione organica del calendario delle scadenze fiscali, alla quale stiamo già lavorando con l’Agenzia delle Entrate. Noi non siamo favorevoli ai rinvii e alle proroghe, eppure, nelle more della razionalizzazione del calendario fiscale, spesso questa opzione è purtroppo l’unica percorribile. Un calendario delle scadenze più razionale eviterà l’accavallarsi degli adempimenti, evitando quell’effetto imbuto che manda da anni sistematicamente in sofferenza i nostri studi professionali e che ci induce ad avanzare richieste di proroghe di cui faremmo volentieri a meno. Consentire ai commercialisti di lavorare con maggiore serenità, produrrà benefici al sistema, perché fornirà inevitabilmente maggiori garanzie sulla qualità delle prestazioni professionali offerte”.

“Ora – conclude – occorre al più presto mettersi al lavoro per scelte di più ampio respiro anche sulla struttura generale e sull’articolazione del nostro sistema tributario. E’ necessario avviare un processo di semplificazione fiscale, di riduzione degli adempimenti e di razionalizzazione del calendario delle scadenze che dovrà essere realizzato con grande cura e attenzione coinvolgendo sempre di più i commercialisti sin dalla fase di formazione delle norme, nell’ottica della compliance e della qualità e dell’efficienza dei servizi offerti ai contribuenti”.